Perché Wine Heritage Lab

Wine Heritage nasce da una serie di istinti enoici, riflessioni culturali, favoleggiamenti da tempo libero, e dall’ossessione glamour che tutti affligge, nel riuscire a tenere un calice con eleganza mentre stiamo posando in modo innaturale per il prossimo post. A tutto questo divagare aggiungo la formazione tecnica in progress nel settore, dalla degustazione alla comunicazione. Wine Heritage è inseparabile da lab, un laboratorio di pensiero, la necessità espressiva abbreviata di Laura Bertoni.

Bere vino fa eco-chic a livello globale, in tutti i sensi in cui l’espressione eco-chic può essere interpretata. E’ eco perché la natura ci piace, fa la eco perché si parla di un fenomeno di risonanza internazionale.

Il vino è anche e soprattutto Patrimonio Culturale, e anche la cultura fa parlare di sé con generalizzazioni di ogni genere, con esagerato rigore descrittivo: l’arte va di moda, l’arte fa la moda. Molto probabilmente si tratta di una deformazione data dal mio background da umanista, ma io nel vino ci vedo cultura ed estetica, storia, persone, cultura del lavoro delle persone, fatica, tecnica, conoscenza, territorio, identità. Domande e risposte per la sociologia. Lascerò la soddisfazione nel ritenere che sia l’ennesimo blog che parla di vino unito all’arte e alla tantodetestabiledefinizionechepoidefinizionenonè di lifestyle, ma sono passioni difficili da tenere a bada, e certi argomenti si compenetrano e si completano. A queste e ad altre riflessioni ed emozioni, è dedicata la sezione “Fuoriluogo”, per non centrare troppo il tema, per non elevarsi a esperti a tutti i costi. Chi sa tutto di un argomento, non nulla di quell’argomento. La poliedricità va allenata con cura.

Non provengo da una famiglia di appassionati bevitori, ma ancor prima che il vino diventasse oggetto cult, non esisteva famiglia italiana che non portasse questa bevanda in tavola. A soli 8 anni mi consentivano di allungarlo con l’acqua e mi sembrava che quello strano liquido rosa migliorasse il sapore dei cibi, e rendesse meno tediosa l’attesa di poter uscire a giocare. Per certe culture, la passione per il vino è innata perché la terra produce da sempre la vite con spontaneità. Il vino è l’espressione di una certezza culturale, il vino è cultura, quindi patrimonio, stile di vita e si produce in innumerevoli e innovativi stili, ogni giorno in ogni parte del mondo.

Il vino è la risultante di processi misteriosi e scientifici, è alchimia riassunta ed esposta in vetro.  Ogni bottiglia può e deve raccontarci qualcosa di diverso ogni volta: se la apri oggi ti svela dei segreti, se la continui domani ti racconterà altre storie, se la lasci riposare sviluppa saggezza e sfumature nuove. Per cosa? Con che finalità? Per rendere felice l’uomo attraverso la conoscenza, per renderlo fiero di essere in grado di mettere in atto processi di continuità, la continuità di chi lavora duramente e ininterrottamente tutto l’anno, trattando le viti come figlie da educare per rendere al massimo la ragione per cui sono venute al mondo. Il vino è un prodotto che esiste da quando esiste l’uomo civilizzato, è un prodotto fatto con amore e per amore. Nel vino c’è la bellezza delle aspettative più alte.

Wine Heritage utilizza il vino come perno, ragione e presupposto per trattare le infinite connessioni tra stile, persone, natura, cultura, luoghi. E non luoghi. Leggerete dunque di persone e delle loro storie, di degustazioni diversamente tecniche fatte di impressioni di getto, di nettari di entroterra ma anche di venti marini in un bicchiere, di contadini che aprono la porta della cantina e di vini spillati dalla botte, di templi della vinificazione, di vino che risuona nel calice del bevitore meno esperto che posa con l’etichetta “effetto wow”, a quello del visionario che favoleggia polifenoli, al sommelier che trova sentori inimmaginabili di frutta tropicale nei vini del nord. Siamo tutti un pò esperti e ci piace esserlo, e ne siamo fieri. E sapete che c’è? C’è che facciamo bene. E facciamo anche del bene perché spacciamo quella felicità sincera che solo l’uomo ebbro sa trasmettere, perché il vino a noi piace come portatore di verità, come psicologo nella tristezza, come gusto che dà il gusto perfetto alle nostre giornate. Se poi vi va di sentire eucalipti, Kadupul, piante carnivore in amore, limoni di Amalfi al tramonto, la Sakura di Nagoya, siate liberi e fieri di farlo. Siamo l’eco che fa eco. E tutto questo è anche molto, innegabilmente chic.

Buona lettura!

Laura

    

  

 

  

     

   

    

   

  

 

  

      

 

 

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